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Prezzi delle case: Milano rallenta ma resta la città più cara d’Italia

Il mercato residenziale italiano conferma il proprio trend positivo anche nel 2° trimestre del 2026. Secondo l’ultimo report di idealista, i prezzi delle abitazioni usate sono cresciuti dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti e del 4,1% su base annua, portando la quotazione media nazionale a 1.903 €/mq.

La crescita continua a essere sostenuta da una domanda ancora vivace e da una disponibilità di immobili sempre più limitata, fattori che contribuiscono a mantenere elevata la pressione sui valori.

Milano: lieve flessione congiunturale, ma leadership confermata

Tra le principali città italiane, Milano rappresenta l’unica eccezione nel trimestre, registrando una lieve flessione dello 0,5% rispetto ai primi tre mesi dell’anno.

Si tratta tuttavia di un assestamento fisiologico che non modifica il ruolo del capoluogo lombardo nel panorama nazionale: con una quotazione media di 5.165 €/mq, Milano si conferma infatti la città più cara d’Italia, davanti a Venezia (4.958 €/mq), Bolzano (4.793 €/mq) e Firenze (4.623 €/mq).

Roma, invece, prosegue il proprio percorso di crescita con un incremento trimestrale dell’1,8%, attestandosi a 3.429 €/mq.

Crescono i principali mercati italiani

La maggior parte dei grandi capoluoghi continua a registrare variazioni positive.

Tra le performance più significative si segnalano:

  • Torino (+3,7%)
  • Palermo (+2,3%)
  • Roma (+1,8%)
  • Bari (+1,6%)
  • Genova (+1,5%)
  • Venezia (+1,2%)
  • Napoli (+1,1%)

Più contenuti gli incrementi di Firenze (+0,5%) e Catania (+0,2%), mentre Milano e Cagliari sono le uniche grandi città a evidenziare una lieve contrazione nel periodo.

Domanda sostenuta e offerta limitata

Il quadro delineato da idealista conferma un mercato ancora caratterizzato da fondamentali solidi. La domanda continua infatti a mantenersi elevata, mentre lo stock disponibile si riduce progressivamente, contribuendo a sostenere i prezzi nella maggior parte dei mercati italiani.

In questo contesto, la lieve correzione osservata a Milano appare più come una fase di consolidamento dopo anni di forte crescita che come un’inversione di tendenza.

 

Il commento di Sergio Candeloro

Il lieve arretramento registrato a Milano nel secondo trimestre va letto nel contesto di un mercato che negli ultimi anni ha espresso una crescita decisamente superiore alla media nazionale. Non parlerei di un cambio di scenario, ma di una fase di maggiore equilibrio, in cui domanda e offerta stanno progressivamente trovando nuovi punti di incontro.

Milano continua a distinguersi per valori immobiliari nettamente superiori rispetto al resto del Paese e mantiene una forte capacità attrattiva grazie al suo ruolo economico, universitario e internazionale. Oggi, più che in passato, il mercato è selettivo: non tutti i quartieri si muovono allo stesso modo e la qualità dell’immobile, insieme al suo corretto posizionamento, rappresenta un fattore decisivo per ottenere il miglior risultato in fase di vendita.

Sergio Candeloro