Prezzi delle case ancora in crescita: +4,3% nel primo semestre 2026

Mercato immobiliare italiano: prezzi delle case in aumento nel primo semestre 2026

Il mercato residenziale italiano mantiene una dinamica positiva nella prima metà del 2026. I prezzi richiesti per le case in vendita sono aumentati del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo una media nazionale di circa 2.200 euro al metro quadrato.

La crescita non è però omogenea sul territorio: sono soprattutto le regioni del Nord a trainare il mercato, mentre il Centro registra un incremento più contenuto e Sud e Isole mostrano variazioni più moderate. A sostenere l’aumento dei valori contribuisce una combinazione di domanda ancora solida e offerta di abitazioni in vendita in contrazione.

È quanto emerge dal Market Monitor relativo al primo semestre 2026 elaborato da Immobiliare.it Insights, che analizza prezzi, domanda, disponibilità degli immobili e accessibilità economica del mercato residenziale.

Nord-Est e Nord-Ovest guidano la crescita

Nel primo semestre dell’anno il rialzo dei prezzi risulta particolarmente marcato nelle regioni settentrionali.

Il Nord-Est registra un aumento del 6% su base annua, seguito dal Nord-Ovest con il +5,7%. Più contenuta la crescita nel Centro, pari al 3,4%, mentre il Mezzogiorno registra incrementi dell’1,8% al Sud e dell’1,2% nelle Isole.

Il quadro evidenzia quindi una crescente differenziazione geografica: la pressione sui valori è maggiore nei mercati settentrionali, dove la domanda incontra un’offerta particolarmente limitata.

Domanda in crescita, offerta in calo

A mantenere alta la tensione sul mercato contribuisce anche il rapporto tra domanda e disponibilità.

Nel primo semestre 2026, la pressione dei potenziali acquirenti sui singoli immobili in vendita è aumentata del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’incremento più significativo si registra nel Centro Italia, dove la pressione della domanda cresce del 7,3%.

Contemporaneamente, lo stock di abitazioni disponibili per la vendita diminuisce dell’1,4% su base annua. La contrazione raggiunge il 2,4% nel Centro e nel Nord-Ovest.

La combinazione di questi due fattori — una domanda che continua a crescere e un’offerta che si riduce — contribuisce a sostenere i prezzi e rende particolarmente dinamici i mercati dove la disponibilità di immobili è più limitata.

Milano resta il mercato più caro d’Italia

La crescita dei prezzi coinvolge quasi tutti i principali mercati metropolitani. A guidare la classifica degli aumenti è Torino, con il +8,3%, seguita da Genova (+6,6%) e Roma (+6,1%).

Roma raggiunge così una quotazione media di 3.826 euro/mq, superando di poco Bologna, ferma a 3.821 euro/mq dopo una crescita del 5,7%.

Milano mantiene invece il primato nazionale per i prezzi di vendita, con una richiesta media di 5.675 euro/mq, in aumento del 2,6% rispetto al primo semestre 2025.

Al secondo posto si trova Firenze, dove i valori crescono del 3,5%, superando i 4.700 euro/mq.

L’accessibilità diventa il principale nodo del mercato

La crescita dei prezzi porta con sé una questione sempre più rilevante: quanto del patrimonio abitativo presente sul mercato è effettivamente accessibile agli acquirenti?

Nel primo semestre 2026, una persona con un solo reddito può permettersi mediamente di acquistare il 30,5% degli immobili disponibili sul mercato italiano. Per un nucleo con due redditi la percentuale sale al 58,4%.

Le differenze tra le città sono però molto ampie.

Per le famiglie bireddito, Reggio Calabria presenta il livello di accessibilità più elevato, con l’87,4% degli immobili acquistabili, seguita da Messina (86,4%) e Catania (78,7%). Tra i principali mercati del Nord si distinguono Genova, con il 78%, e Torino, con il 74%.

All’estremo opposto si trova Firenze, dove soltanto il 16,6% delle abitazioni risulta accessibile a un nucleo con due redditi. Per un single la quota scende addirittura allo 0,7%.

Il dato evidenzia come l’aumento dei valori immobiliari stia accentuando le differenze tra i mercati locali e, soprattutto nelle città con prezzi più elevati, renda sempre più importante il rapporto tra prezzo dell’immobile, capacità di spesa e disponibilità di reddito.

Un mercato sostenuto dalla scarsità

Il primo semestre 2026 conferma quindi una tendenza già osservata nei mesi precedenti: il mercato delle compravendite immobiliari continua a crescere, sostenuto da una domanda ancora vivace e da un’offerta che non riesce ad ampliarsi.

La dinamica dei prezzi appare particolarmente forte nel Nord, mentre nelle grandi città il divario tra valori immobiliari e capacità di acquisto diventa sempre più evidente.

Milano rappresenta in questo scenario il caso più significativo: con 5.675 euro/mq, mantiene il primato italiano per i prezzi delle abitazioni, ma continua a registrare una crescita (+2,6%) in un contesto caratterizzato da una disponibilità di immobili limitata.

Per il mercato residenziale, il tema dei prossimi mesi sarà quindi sempre più legato all’equilibrio tra domanda, offerta e capacità di acquisto: tre variabili che stanno ridisegnando il panorama delle compravendite nelle principali città italiane.

 

Il commento di Sergio Candeloro, founder di Mediem

Sergio Candeloro founder Mediem

I dati del primo semestre confermano un mercato residenziale ancora dinamico, ma sempre più selettivo. La crescita dei prezzi, soprattutto nel Nord, si inserisce in un contesto in cui l’offerta continua a ridursi e la domanda rimane sostenuta. È un equilibrio che tende naturalmente a mantenere alta la pressione sui valori. Milano rappresenta bene questa dinamica.

Per chi vende, questo scenario rende ancora più importante comprendere il reale posizionamento del proprio immobile sul mercato.

Nei prossimi mesi sarà fondamentale un approccio sempre più attento alla determinazione del potenziale commerciale dell’immobile e alla strategia di vendita, soprattutto in un mercato dove la domanda c’è, ma è anche sempre più attenta e selettiva.”