Dal 3 giugno 2026 sono entrati in vigore i nuovi criteri per la valutazione della prestazione energetica degli edifici. Si tratta di uno dei primi effetti concreti dell’attuazione della Direttiva Europea “Case Green”, destinata a trasformare progressivamente il modo in cui vengono valutati gli immobili in termini di efficienza energetica e sostenibilità.
Per proprietari, venditori, acquirenti e locatori non sono previsti obblighi immediati di adeguamento, ma il nuovo Attestato di Prestazione Energetica (APE) assume un ruolo sempre più centrale nella valorizzazione e nella commerciabilità degli immobili.
La principale novità riguarda i criteri utilizzati per redigere i nuovi attestati energetici.
Gli APE emessi dal 3 giugno 2026 tengono conto di un numero maggiore di parametri rispetto al passato e offrono una fotografia più completa del comportamento energetico dell’edificio.
Oltre ai consumi tradizionali, vengono considerati:
• consumi di energia primaria e finale;
• utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;
• emissioni operative dell’edificio;
• valori energetici di riferimento;
• indicatori che accompagneranno progressivamente la valutazione dell’intero ciclo di vita dell’immobile.
L’obiettivo è fornire una misurazione più accurata delle prestazioni energetiche e ambientali delle abitazioni.
Uno degli aspetti che ha generato maggiore confusione riguarda la validità degli attestati già esistenti.
È importante chiarire che gli APE rilasciati prima del 3 giugno continuano a mantenere la loro efficacia fino alla naturale scadenza, generalmente fissata in dieci anni.
L’aggiornamento resta necessario soltanto in caso di interventi che modificano le caratteristiche energetiche dell’immobile, come ad esempio:
• sostituzione dell’impianto di riscaldamento;
• installazione di pompe di calore;
• interventi sull’involucro edilizio;
• riqualificazioni energetiche rilevanti.
Se dal punto di vista normativo non ci sono obblighi immediati, sul piano commerciale il nuovo attestato assume una rilevanza crescente.
L’efficienza energetica è ormai uno dei fattori che incidono maggiormente sulle decisioni di acquisto e locazione. Costi di gestione, consumi e sostenibilità sono elementi sempre più considerati da chi cerca casa.
Per questo motivo l’APE non può più essere considerato un semplice adempimento burocratico, ma uno strumento che contribuisce a determinare l’attrattività e la competitività dell’immobile sul mercato.
Tra gli elementi destinati a caratterizzare l’evoluzione dell’APE nei prossimi anni c’è il GWP (Global Warming Potential), l’indicatore che misura l’impatto ambientale dell’edificio lungo il suo intero ciclo di vita.
Non verranno considerate soltanto le emissioni prodotte durante l’utilizzo dell’immobile, ma anche quelle generate da:
• materiali utilizzati per la costruzione;
• manutenzione;
• gestione;
• demolizione e smaltimento.
L’introduzione di questo parametro sarà progressiva e interesserà inizialmente le nuove costruzioni, ma rappresenta già oggi la direzione verso cui si sta orientando il mercato immobiliare europeo.
«L’efficienza energetica sta diventando uno dei principali fattori di valorizzazione degli immobili. Oggi non si valuta più soltanto la posizione o lo stato manutentivo di una casa, ma anche la sua capacità di garantire consumi contenuti e sostenibilità nel tempo.
Le novità introdotte dall’APE rendono il mercato più trasparente e aiutano proprietari e acquirenti a compiere scelte più consapevoli. Per chi intende vendere nei prossimi anni, conoscere la situazione energetica del proprio immobile rappresenta un vantaggio competitivo importante.»