Guerra in Ucraina e ripercussioni sul mercato immobiliare
 
4 Apr 2022 News

 

Guerra in Ucraina: quali conseguenze per il mercato immobiliare?


Guerra in Ucraine e sanzioni alla Russia: le conseguenze in termini di inflazione, crescita dei prezzi di luce, gas e benzina e generali previsioni di rallentamento della crescita economica in Italia sono già del tutto evidenti. Ma quali ripercussioni avrà il mercato immobiliare?

Dall’Osservatorio presentato a marzo da Nomisma trapela preoccupazione ma anche un sano ottimismo.

Secondo la società di consulenza, se prima del conflitto in Ucraina la previsione delle compravendite a fine 2022 era di 736 mila, ora la stima è corretta a 672 mila. Le erogazioni di mutui, previste a 68 miliardi di euro, sono ora ridimensionate ad una stima di 60,4.

“Il mantenimento degli straordinari livelli transattivi raggiunti al termine del 2021, che fino a qualche settimana fa sembrava lo scenario più verosimile, appare oggi una prospettiva ottimistica”, si legge nel rapporto. “Nonostante il settore residenziale abbia recentemente dimostrato una straordinaria capacità reattiva, il secondo shock in meno di un biennio, non accompagnato da un adeguato dispiegamento di risorse finanziarie aggiuntive e da una politica monetaria marcatamente accomodante, potrebbe determinare un nuovo ridimensionamento”.

Ciò nonostante, il mercato immobiliare dovrebbe accusare meno il colpo rispetto ad altri settori che attraverseranno un periodo di crisi immediato, come quello energivoro e quello turistico.

Per via dell’inflazione crescente, molti italiani che in questi anni hanno accumulato liquidità potrebbero decidere di investire in un bene rifugio per eccellenza come la casa.

Soprattutto nei periodi più critici, caratterizzati da incertezza dei mercati finanziari, diventa infatti fondamentale mettere al riparo i propri risparmi e la tendenza è preferire un investimento nei cosiddetti beni rifugio: ovvero, quei beni ritenuti in grado di preservare nel tempo il proprio valore.

A dar manforte a questa logica, la resilienza dimostrata dal segmento residenziale, con i prezzi delle case ancora in crescita: +2,5% in media nel 2021 secondo Istat, trainati soprattutto dalle abitazioni nuove.

Un trend che appare ancora più evidente a Milano, dove a febbraio 2022 le quotazioni degli immobili residenziali hanno fatto registrare un aumento del 4,4% rispetto a febbraio 2021.

Dall’altra parte, andrà comunque valutata la probabile crescita dei tassi sui mutui e la maggiore selettività sulle concessioni delle banche in un contesto di incertezza, che potrebbe portare ad una flessione delle domande di finanziamento e, di conseguenza, ad un rallentamento delle compravendite.

Dei vari segmenti immobiliari, quello ricettivo sarà probabilmente l’anello debole, considerato soprattutto l’assenza di turismo russo. Meno preoccupazioni per il segmento logistico, mentre per il residenziale di lusso si dovrà valutare l’impatto dell’esclusione degli investitori russi, tra i più interessati high spender sul mercato italiano.

In generale, secondo Nomisma gli effetti della guerra sull'economia italiana “sono ancora difficili da quantificare, ma il palpabile attendismo di queste settimane prevedibilmente si tradurrà in una perdita in termini di crescita del PIL non limitata a qualche decimo di punto percentuale”.

La speranza è che lo slancio della crescita post pandemica, benché rivisto al ribasso, possa tamponare lo scenario attuale.

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