9 Nov 2020 Guide

 

Planimetria Catastale: perchè è fondamentale per vendere casa


Un altro documento fondamentale per concludere una compravendita immobiliare è la planimetria catastale. Prima del rogito notarile – che come abbiamo già trattato formalizza il passaggio di proprietà della casa dall’acquirente al venditore – è infatti necessario verificare che la planimetria catastale dell’immobile corrisponda allo stato di fatto, pena la nullità dell’atto.

Abbiamo visto l’importanza della visura ipotecaria e del certificato di agibilità. In questa nostra Guida immobiliare vi spiegheremo invece cos’è la planimetria catastale e come richiederla se devi vendere casa.

Planimetria catastale: a cosa serve

La planimetria catastale è un documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate che consente di verificare la mappa in scala di uno specifico immobile.

Tramite questo documento è possibile vedere la suddivisione e metratura interna dell’immobile tramite un disegno tecnico e calcolarne la superficie: tutti dati necessari per una corretta attribuzione delle varie imposte immobiliari (Tari, Imu, ecc).

Nello specifico, la planimetria catastale in pianta permette di visualizzare:

- La suddivisione interna di un immobile.

- La destinazione d’uso delle camere quali bagno, cucina, ripostiglio, ecc.

- Le eventuali pertinenze dell’immobile come giardino, balcone, cantina, garage o box auto.

- La scala di riferimento.

- Il piano della casa.

- I dati catastali che identificano l’unità immobiliare (foglio, particella, subalterno).

- Il nome del tecnico che ha provveduto alla sua redazione.

Nel caso fossero apportate delle modifiche o ristrutturazioni all’immobile (che comportino ad esempio l’abbattimento di muri o una diversa disposizione dei locali) sarà necessario richiedere una nuova planimetria.

Planimetria catastale: quando viene richiesta

La planimetria catastale viene richiesta in diverse occasioni:

- In fase di compravendita immobiliare o di locazione.

- Durante la di richiesta un mutuo.

- In caso di donazione o successione.

Se in tutti questi casi la planimetria presentata non dovesse risultare conforme allo stato di fatto, ogni atto immobiliare sarebbe da considerarsi nullo.

Questo documento viene altresì richiesto per calcolare con precisione le tasse da pagare sull’immobile (Tari, Imu, Tasi) e per richiedere ex novo le utenze di gas, luce, telefono, ecc.

Planimetria catastale: come richiederla

La planimetria catastale è elaborata da un tecnico autorizzato (architetto, perito industriale o ingegnere) e viene depositata presso il Catasto.

La richiesta di planimetria va dunque fatta al catasto direttamente dal proprietario o comproprietario dell’immobile o da qualcuno delegato dallo stesso. Oggi è possibile inoltrare la richiesta anche online. In ogni caso sono necessari i dati catastali del fabbricato.

La consultazione in formato cartaceo dei dati è possibile presso l’Ufficio provinciale – Territorio competente. Nelle sedi dei Comuni per la richiesta della planimetria sono disponibili gli sportelli catastali decentrati.

Se il documento è archiviato in formato digitale, quindi scannerizzato, si parla di planimetria catastale rasterizzata.

Cosa succede in caso di planimetria catastale non conforme?

Come abbiamo già chiarito all’inizio della guida, la planimetria catastale è fondamentale per vendere casa: sulla base delle disposizioni vigenti in materia catastale, prima di concludere la compravendita va infatti verificato che il documento corrisponda allo stato di fatto dell’immobile, pena la nullità dell’atto di vendita, come dispone la legge 30 luglio 2010 n. 122.

Per questo motivo, qualora fossero stati svolti lavori interni al fabbricato che ne abbiano modificato la distribuzione interna, è necessario aggiornare la planimetria catastale. Diversamente non sarà possibile mettere in vendita l’immobile.

Al momento della stipula di una compravendita immobiliare, il venditore deve dunque fornire al notaio una planimetria catastale aggiornata da allegare al rogito, corredata dalle dichiarazioni di venditore ed acquirente. Il primo deve dichiarare la conformità all’interno dell’atto di vendita. Il secondo dovrà dichiarare di averne preso visione.

Lo stesso notaio, prima della firma del rogito, ha l’obbligo di verificare se lo stato di fatto dell’immobile è conforme ai dati catastali. La normativa permette comunque di avvalersi dell’ausilio di un tecnico autorizzato, che può redigere un attestato di conformità: in questo caso la responsabilità della dichiarazione è attribuita al tecnico e non al venditore o al notaio.

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