18 Maggio 2026 News

 

Piano Casa 2026: cosa prevede tra agevolazioni, housing sociale e rigenerazione urbana


Il Governo ha approvato il Piano Casa 2026, provvedimento che punta ad affrontare in modo strutturale l’emergenza abitativa in Italia. Il decreto-legge n. 66/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 maggio 2026, introduce un insieme di misure dedicate al recupero del patrimonio immobiliare pubblico, alla promozione dell’housing sociale e al coinvolgimento degli investimenti privati.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: mettere a disposizione circa 100.000 nuovi alloggi in dieci anni, attraverso un piano che mobilita oltre 10 miliardi di euro di risorse pubbliche.

Cos’è il Piano Casa 2026

Il Piano Casa 2026 rappresenta il principale strumento di programmazione delle politiche abitative del Governo. Nasce per rispondere a una crescente difficoltà di accesso alla casa che coinvolge non solo le fasce più fragili, ma anche giovani, famiglie e lavoratori che oggi faticano a sostenere i prezzi del mercato immobiliare.

Il provvedimento si concentra su alcuni temi centrali:

L’obiettivo: 100.000 nuovi alloggi in 10 anni

Il Piano punta a rendere disponibili circa 100mila abitazioni tra edilizia pubblica, housing sociale e immobili a prezzi calmierati. Una parte rilevante degli interventi riguarda il recupero di immobili ERP (edilizia residenziale pubblica) oggi inutilizzabili per carenze manutentive.

L’obiettivo è recuperare circa 60mila alloggi popolari già esistenti, evitando nuovo consumo di suolo e valorizzando il patrimonio immobiliare disponibile.

I tre pilastri del Piano Casa 2026

Il nuovo Piano Casa si sviluppa su tre direttrici principali che coinvolgono sia la sfera pubblica sia quella privata.

1. Edilizia residenziale pubblica

È previsto un programma straordinario di recupero e manutenzione degli immobili pubblici e sovvenzionati. Tra le misure:

Particolare attenzione viene riservata anche a giovani, giovani coppie e genitori separati.

2. Housing sociale e Fondo Housing Coesione

Il Piano introduce un nuovo strumento finanziario gestito da Invimit Sgr: il “Fondo Housing Coesione”. Il fondo avrà il compito di concentrare e coordinare le risorse europee e nazionali destinate all’emergenza abitativa e all’edilizia sociale, con comparti dedicati alle singole Regioni e Province autonome.

L’obiettivo è finanziare interventi di edilizia sociale, recupero del patrimonio esistente, progetti di rigenerazione urbana e abitazioni a canone sostenibile.

3. Investimenti privati e edilizia convenzionata

Il Piano Casa punta anche a coinvolgere gli operatori privati attraverso incentivi e procedure autorizzative semplificate. Per gli investimenti superiori a 1 miliardo di euro sarà possibile nominare un Commissario straordinario con poteri acceleratori.

In cambio delle semplificazioni, gli operatori dovranno garantire che almeno il 70% degli alloggi realizzati venga destinato all’edilizia convenzionata, con prezzi o canoni inferiori di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato.

Sfratti più rapidi: cosa cambia

Accanto al Piano Casa, il Consiglio dei Ministri ha approvato anche un disegno di legge dedicato alle procedure di rilascio degli immobili. Le novità principali riguardano:

Un intervento che mira a dare maggiore tutela ai proprietari e a rendere più efficiente il mercato delle locazioni.

Fondo prima casa e mutui agevolati

Il Governo ha inoltre confermato il rifinanziamento del Fondo di garanzia per la prima casa con 670 milioni di euro fino al 2027. Le agevolazioni restano dedicate principalmente a:

Per le famiglie numerose la garanzia statale potrà arrivare fino al 90% del mutuo, aumentando l’accessibilità al credito.

Dimezzati gli oneri notarili

Tra le novità più rilevanti del Piano Casa 2026 figura anche il dimezzamento degli oneri notarili legati a compravendite, mutui e contratti di locazione agevolata. La misura nasce con l’obiettivo di ridurre i costi di accesso alla casa e incentivare le operazioni legate all’edilizia convenzionata.

A chi si rivolge il Piano Casa 2026

Il Piano è destinato sia alle categorie economicamente più fragili sia a quella fascia di popolazione che oggi non riesce ad accedere né all’edilizia popolare né al libero mercato. Tra i principali destinatari: giovani, famiglie, lavoratori con redditi medi, nuclei monogenitoriali e cittadini in difficoltà abitativa temporanea.

Un piano che può ridisegnare il mercato immobiliare

Il Piano Casa 2026 rappresenta uno degli interventi più ampi degli ultimi anni in materia abitativa. Se attuato nei tempi previsti, potrebbe incidere in modo significativo sull’offerta immobiliare italiana, favorendo una maggiore disponibilità di abitazioni accessibili e stimolando nuovi investimenti nel settore real estate.

Per operatori immobiliari, investitori e famiglie sarà importante monitorare nei prossimi mesi i decreti attuativi e le modalità operative con cui verranno distribuite le risorse e avviati i progetti sul territorio.

Il commento di Sergio Candeloro

«Il Piano Casa 2026 introduce strumenti che potrebbero avere un impatto concreto sul mercato, soprattutto nelle grandi città come Milano e Roma dove domanda abitativa e disponibilità di immobili sono sempre più distanti. Il recupero del patrimonio esistente, insieme agli incentivi per l’edilizia convenzionata e ai mutui agevolati, può favorire una nuova fase di sviluppo più sostenibile e accessibile. Sarà però determinante la rapidità con cui verranno attuati i provvedimenti e la capacità di coinvolgere efficacemente operatori pubblici e privati».


 
 
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