€4.985 il prezzo medio al metro quadro nel capoluogo lombardo in chiusura 2023: +1,7% la variazione annuale
Il 2023 si è chiuso a Milano con una quotazione di €4.985 al metro quadro: su base annuale i prezzi delle case nel capoluogo lombardo sono cresciuti dell’1,7%.
A correre di più, rispetto all’anno precedente, sono stati i quartieri Vigentino-Ripamonti (€4.447/mq, +7,7%), Navigli-Bocconi (€6.848/mq, +7,2%) e Baggio (€2.841/mq, +6,9%).
Le quotazioni immobiliari più alte si registrano nel Centro Storico, con una richiesta di €10.110/mq (+4,1%), seguito da Garibaldi-Porta Venezia (€7.099/mq, +3,2%).
Fonte dati: Idealista/Data
In Lombardia i prezzi delle case a dicembre 2023 hanno registrato una media di €2.174/mq, con una crescita del 7% rispetto a dicembre 2022.
Le provincie in cui si registrano le quotazioni più alte sono Milano (€3.393/mq), Brescia (€2.218/mq) e Como (€2.139/mq). Quella che cresce di più in termini di variazione annuale è Brescia (+7%).
Ecco la classifica delle quotazioni immobiliari nelle provincie lombarde e la relativa variazione annuale:
Abiti in Lombardia?
Anche nel 2023 l’Italia si conferma meta ambita per il mercato real estate a livello internazionale. Secondo l’analisi di Gate-away.com, i potenziali acquirenti esteri sono soprattutto americani (28,82%), seguiti da tedeschi (11,53%) e britannici (9,05%).
E i luoghi più richiesti dagli stranieri? Ostuni, Chianni e Scalea sono le città più richieste della classifica elaborata da Gate-away.com, seguite da Fivizzano, Lucca, Carovigno, Nizza Monferrato, Noto, Todi e Tropea.
Diversa la lista di preferenza se viene considerata la provincia: Como (4,75%), Perugia (4,46%), Lucca (4,37%), Brindisi (3,86%), Sassari (3,82%), Imperia (3,43%), Cosenza (3,39%), Massa Carrara (3,18%) Chieti (2,94%) e Pisa (2,87%).
Se il Lago di Como si ricolloca al primo posto tra le zone, seguito da Salento, Lunigiana e Valle D’Itria, le percentuali maggiori di crescita sono della Maremma (+ 6,53% a/a) e soprattutto delle Alpi che hanno raggiunto un picco con un +67,07% a/a.
L’affermarsi del lavoro ibrido (almeno due giorni da casa, gli altri in sede) sta cambiando il settore degli uffici. Le scrivanie si svuotano ed anche ai grandi gruppi bancari servono oggi meno metri quadrati. È boom di spazi in affitto: a Milano Deutsche Bank riduce la superficie della sede del 40%; UniCredit subaffitta gli oltre venti piani della Torre B in piazza Gae Aulenti; Bnp ha ceduto due piani. Le stesse sedi sono un grande cantiere in corso per riadattare gli spazi ai bisogni del lavoro ibrido: più sale riunioni e meno scrivanie, più aree comuni e meno parcheggi.